DECRETO SCUOLA: PER DOCENTI PRECARI SOLO DUE NOVITA’

Decreto Scuola: per i docenti precari solo due novità

Proroga ITP e percorsi abilitanti confermati
Il nuovo Decreto Scuola introduce importanti novità nel sistema di reclutamento, ma per i docenti precari il bilancio finale si riduce a soli due interventi specifici. Il testo del provvedimento, denominato “Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico” e attualmente al vaglio delle Camere per l’iter di conversione in legge, non riserva grandi stravolgimenti per i supplenti storici.
Le uniche due misure destinate alla platea dei precari riguardano la proroga della validità del diploma ITP e la conferma definitiva dei requisiti di accesso ai percorsi abilitanti con 3 anni di servizio, restano invece congelate le quote di riserva complessive al 45%.

Ecco cosa cambia in concreto per i docenti.

  1. Proroga del diploma ITP fino al 31 dicembre 2027
    La prima novità riguarda una platea di nicchia ma rappresenta una boccata d’ossigeno fondamentale per la categoria interessata, cioè la proroga al 31 dicembre 2027 dei diplomi di Insegnante Tecnico-Pratico (ITP) conseguiti secondo i criteri del DPR 19/2016 e del DM 259/2017.
    Senza questo rinvio, i vecchi diplomi avrebbero perso la loro validità per l’accesso diretto ai ruoli docenti. Grazie alla misura inserita nella bozza del decreto, gli aspiranti in possesso di questo titolo potranno continuare a utilizzare il solo diploma per iscriversi e accedere a:
  • concorsi pubblici per la cattedra ordinaria;
  • percorsi di specializzazione per il sostegno (TFA Sostegno);
  • corsi universitari abilitanti.
  1. Nei percorsi abilitanti da 30 CFU viene eliminata la scadenza per i triennalisti
    La seconda misura fa chiarezza sull’accesso alla formazione iniziale, viene infatti eliminata la scadenza per la partecipazione ai percorsi abilitanti da 30 CFU riservati ai docenti con anzianità di servizio.
    Viene confermata la possibilità di accedere a questi percorsi per tutti coloro che hanno maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque (di cui almeno uno specifico sulla classe di concorso richiesta) e per chi ha preso parte alla procedura dello straordinario bis. L’accesso strutturale a questi corsi permetterà ai precari storici di acquisire l’abilitazione senza la pressione di scadenze imminenti.
  2. Quote di riserva confermate al 45%
    Il Decreto Scuola non modifica invece i pesi numerici per le assunzioni e le procedure concorsuali. Rimangono blindate le quote di riserva, fissate complessivamente al 45% e così ripartite:
  • 40% a favore dei docenti con tre anni di servizio nell’ultimo quinquennio e ai partecipanti dello straordinario bis;
  • 5% destinato ai docenti dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).

Le prossime tappe
Il testo passa ora alle commissioni parlamentari per l’inizio della fase di discussione. Resta da vedere se durante l’iter di conversione i partiti di maggioranza e opposizione riusciranno a far approvare ulteriori emendamenti volti ad allargare le tutele per i lavoratori precari, o se il pacchetto scuola manterrà l’attuale assetto ridotto.