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29/11/2021 – nota organizzativa unitaria sciopero 10 dicembre e prossime iniziative

PROCLAMAZIONE SCIOPERO 10 DICEMBRE 2021

La scuola rompe gli indugi: ELVIRA SERAFINI “Ci sentiamo traditi. È sciopero. Pronti al confronto col Presidente Draghi”

Il personale scolastico si asterrà dal lavoro il 10 dicembre 2021 per protesta contro il tradimento del Patto per la Scuola, sancito lo scorso 20 maggio dal Ministro Bianchi e dalle confederazioni sindacali rappresentative e al quale erano affidate le speranze di riforma di un settore cruciale per lo sviluppo del Paese.

“Nel tentativo di conciliazione esperito ieri – dichiara Elvira Serafini, Segretario Generale dello Snals-Confsal – non abbiamo rilevato alcuna reale disponibilità a modifiche concrete del testo della legge di bilancio. L’offerta di tavoli di discussione arriva fuori tempo massimo, siamo stanchi. Ci aspettavamo proposte tangibili e invece da mesi, per non dire da anni, firmiamo accordi e patti che non vengono mai rispettati: ci sentiamo traditi”.

La categoria protesta per l’esiguità delle risorse disponibili per il rinnovo contrattuale, che si tradurrà addirittura in aumenti vergognosamente inferiori a 100 euro medi pro capite che non colmano il divario stipendiale con il restante personale della Pubblica Amministrazione di pari livello d’istruzione (350 euro per i laureati), né quello con il personale scolastico europeo. Ma anche le risorse previste in legge di bilancio per il trattamento accessorio, per la riforma dell’ordinamento professionale e per la formazione sono inadeguate rispetto alle dichiarazioni di principio del Governo sull’importanza dell’istruzione pubblica. Inoltre, manca ancora l’Atto d’indirizzo per dare avvio alle trattative per il rinnovo della tornata contrattuale, già in scadenza, 2019-2021.

“Non solo non abbiamo risorse sufficienti – prosegue Serafini, ma quelle che sono attribuite sul fondo di valorizzazione dei docenti (210 milioni, pari a circa 12 euro mensili lordi a testa) hanno il gusto della beffa con quel riferimento alla dedizione all’insegnamento che i docenti dovrebbero dimostrare per ottenerle. Nessuna legge di bilancio può indicare i criteri di assegnazione dei fondi che istituisce”.

“Ma le nostre rivendicazioni riguardano anche l’indisponibilità a risolvere subito problemi strutturali della scuola e situazioni penalizzanti per il personale. Non affrontare e risolvere il problema del sovraffollamento delle classi, degli organici insufficienti, di nuove e più adeguate procedure concorsuali e abilitanti, dell’edilizia scolastica e del suo adeguamento alle norme di sicurezza, di prevedere almeno le misure a costo zero (come ad esempio sui DSGA facenti funzione, in legge di bilancio manca ogni riferimento al loro diritto ad essere stabilizzati nel ruolo ricoperto da tempo) significa sconfessare il Patto per la Scuola e fare una politica di contenimento della spesa sulla pelle della scuola”.

Lo Snals-Confsal lamenta anche che la proroga della deroga al dimensionamento delle scuole che contano almeno 500 alunni sia limitata a un solo anno scolastico. In tal modo la previsione è priva di reale efficacia sia per le comunità scolastiche coinvolte, sia per la stabilità dei posti di dirigente scolastico e di direttore dei servizi generali e amministrativi.

Il sindacato chiede, inoltre, “senza Se e senza Ma” le sacrosante misure sulla mobilità: la cancellazione di ogni vincolo sulla mobilità del personale, restituendo alla contrattazione la disciplina di assegnazione e di mutamento della sede di servizio. Lo Snals-Confsal denuncia, altresì, la grave mancata attenzione alle problematiche del personale ATA.

“Sia chiaro che siamo determinati a rivendicare le nostre richieste tenendo alta in questi giorni l’attenzione del Governo, del Parlamento e dell’opinione pubblica sull’istruzione” – conclude Serafini. Se la scuola è davvero un bene comune, come si continua a ripetere, ci chiami il Presidente Draghi per un confronto, noi siamo disposti ad affrontare ogni questione con attenzione e il Parlamento modifichi realmente la legge di bilancio nella direzione da noi indicata”.

Il Segretario Generale

(Elvira Serafini)

17/11/2021 – Legge di Bilancio, Serafini (Snals): quasi inesistenti le risorse per il rinnovo del contratto. Non escludiamo altre proteste. INTERVISTA

Le sigle sindacali Flc Cgil, Gilda, Snals-Confsal, Uil Scuola proclamano lo stato di agitazione: non soddisfa il contenuto della legge di bilancio 2022. Non ci sono risorse sufficienti per la scuola, né ci sono i presupposti per il rinnovo del contratto. I sindacati interrompono le relazioni con il ministero dell’Istruzione e non escludono altre forme di protesta compreso lo sciopero.

“La legge di bilancio per il 2022 , nonostante le promesse e i patti sottoscritti con le parti sociali, dedica alla scuola modeste risorse e si caratterizza soprattutto per le sue vistose mancanze”, ci spiega Elvira Serafini, segretario generale dello Snals-Confsal.

Cosa manca?

Quasi inesistenti le risorse disponibili per i rinnovi contrattuali del Comparto Istruzione e Ricerca che non coprono nemmeno la perdita del potere di acquisto dei salari, e smentiscono gli accordi sottoscritti il 10 marzo scorso con il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale.

Agli investimenti strutturali previsti per limitare il sovraffollamento delle classi non corrispondono le necessarie risorse per gli incrementi degli organici utili a rendere concretamente esigibile la diminuzione del numero degli alunni per classe.

Cosa chiedete?

Le risorse del PNRR vanno impiegate per assicurare stabilmente, attraverso un intervento strutturale sul PIL, retribuzioni dignitose, adeguandole alla media europea e valorizzando tutto il personale, riconoscendo innanzitutto gli impegni che finora non sono stati previsti nei contratti collettivi .

Però il ministero vi ha convocati per questo pomeriggio

Abbiamo proclamato lo stato di agitazione della categoria e riteniamo che il nulla di fatto che è seguito ad altri precedenti incontri ci fa ritenere che adesso è necessario un forte segnale di attenzione ma soprattutto di riscontro rispetto ai temi della nostra protesta.

Pensate allo sciopero?

Lo Snals-Confsal richiama il Governo al rispetto degli accordi e se le procedure di raffreddamento e conciliazione non daranno l’esito sperato non escludiamo il ricorso a forme più incisive di protesta.

Fonte: Orizzonte Scuola

La formazione obbligatoria è prestazione lavorativa e rientra nell’orario di servizio Lo SNALS-CONFSAL chiede urgenti chiarimenti sui corsi obbligatori sull’inclusione

La Corte di Giustizia Europea, con sentenza del 28 ottobre 2021, ha sancito che la formazione obbligatoria è prestazione lavorativa e rientra nell’orario di servizio. Emergono ancora di più le criticità che lo Snals-Confsal aveva messo in luce sull’obbligo di partecipare a corsi di formazione in servizio per il personale docente che presta servizio, a tempo indeterminato o determinato, nelle sezioni/classi con alunni con disabilità, privo dello specifico titolo di specializzazione, ai fini della loro Inclusione ai sensi del comma 961, art. 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178 – DM 188 del 21.6.2021.

Tra l’altro, la sentenza del Tar Lazio, pubblicata il 14 settembre 2021, ha disposto l’annullamento del decreto interministeriale 29.12.2020 n. 182 e dei numerosi atti conseguenti, producendo innegabili problemi all’organizzazione delle attività di cui al comma 961 dell’ultima legge di bilancio ed alla nota n. 27622 del 6/9/2021, rigettando anche la richiesta di sospensiva da parte del Ministero.

Lo Snals-Confsal ha subito protestato verso indicazioni contrarie alle vigenti disposizioni contrattuali che prevedono un massimo di 80 ore di impegni aggiuntivi obbligatori. Tra l’altro, lo stesso D. Lgs. 66/2017, all’articolo 13, prevede che la formazione in servizio per i docenti nelle cui classi si trovano alunni con disabilità sia una scelta delle singole istituzioni scolastiche e non un obbligo. È inaccettabile che si continui a non prevedere alcuna forma di esonero dal servizio per l’aggiornamento.

La formazione obbligatoria richiede dunque la preventiva delibera collegiale e deve prevedere in ogni caso, come confermato dalla Corte europea, la sua assimilazione alla prestazione lavorativa e come tale da considerare come orario di servizio con tutti gli effetti conseguenti.

Per lo Snals-Confsal, il Ministero non può restare in silenzio di fronte ai pronunciamenti degli organi di giustizia e deve sollecitamente convocare le organizzazioni sindacali per rendere note le proprie determinazioni sulle attività preordinate all’avvio dei corsi di formazione sull’inclusione.

Il Segretario Generale
      Elvira Serafini

Bloccato per il 2023 e 2024 l’aumento speranza di vita

Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27/10/2021 pubblicato  in Gazzetta Ufficiale n. 268/2021 del 10/11/2021 relativo a “Adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita” precisa che per il biennio 2023 -2024 l’età pensionabile sino al 31 dicembre 2024 non sarà modificata.

Nella allegata scheda del prof. Renzo Boninsegna viene commentato il citato decreto MEF e sono riportate le tabelle sinottiche aggiornate per il biennio 2023-2024 relative al comparto scuola, prendendo come riferimento le Tabelle 2021 pubblicate dall’INPS nel proprio sito web.